Dopo l'abbandono definitivo di Decio D'Errico e Antonio Moschetti,
salgono in cattedra Cochis/Pangallo, duo di veterani, i quali non hanno la pretesa di condurre la squadra, ma assumono le posizioni di Amministratore Delegato e
Presidente.
I due ricompongono il gruppo, fanno piazza pulita dei “disturbatori”, ed effettuano una campagna acquisti che porterà in squadra gente del calibro di Ferrero, Forni e Velardita. Ora non rimane che scegliere la persona a cui a affidare la conduzione della squadra, e la scelta, mai più felice, ricade su
Giuseppe Catucci, che già nei suoi trascorsi da giocatore aveva lasciato intravedere negli spogliatoi grandi doti da oratore.
E' la svolta; la squadra ritrova fiducia, giocatori ormai dati per finiti sotto la sua guida risorgono, risultando determinanti nel raggiungimento dei vari successi. I suoi metodi di lavoro decisamente innovativi, anche se faticosi, sono svolti con entusiasmo da tutto il gruppo. Al motto di
“in questa squadra non vi sono primedonne” i giocatori si
sentono tutti importanti e sempre sulla corda, e quando scendono in campo
danno il 100%. I campionati si susseguono ogni anno con risultati sempre più positivi fino al capolavoro del torneo 2000/2001 dove Mister Catucci, grazie alla sua maniera di preparare le partite, viene definito “
il motivatore ”, conquista il primo posto e sale di categoria.
Si apre il ciclo d'oro degli Amatori Riva in cui si susseguono campionati
vinti ed altri trionfi fino al raggiungimento della promozione nel campionato
Eccellenza A, tetto massimo mai toccato dagli Amatori Riva, dove fino
alla fine si lotta per il titolo finale.
Dopo questo traguardo Catucci avverte di non poter dare e non poter ricevere più nulla dalla squadra,
e dopo un inizio di campionato altalenante annuncia a sorpresa le proprie
dimissioni; la squadra accusa il colpo, e viene affidata al pur bravo
Paolo Cochis, ma finirà per retrocedere.
Il ciclo di Giuseppe Catucci è stato quello di maggior prestigio per gli Amatori
Riva. La sua maniera di gestire il gruppo, tenerlo sulla corda, farlo sentire forte ed importante ha fatto di lui un personaggio unico, al punto
tale da imbarazzare chi siederà dopo di lui sulla panchina degli Amatori Riva,
poiché il confronto sarà sempre inesorabile ed inevitabile.